Visualizzazione post con etichetta Dittatura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dittatura. Mostra tutti i post

giovedì 29 maggio 2014

I Mondiali nella storia e giù di lì: 1978, un titolo 'sporcato' dalla dittatura. L'anno dei tre Papi

1978 Il calcio torna in Sud America, in Argentina, in una nazione sconvolta dalla dittatura. Johan Cruijff proprio per questo motivo si rifiuterà di partecipare ai Mondiali argentini. Vincerà proprio l'Argentina e con molte polemiche, soprattutto per una vittoria contro il Perù, 6-0, che venne poi chiamata 'marmelada peruviana' e che la fece qualificare a discapito del 'nemico' Brasile. 

L'Italia, dopo una prima fase scoppiettante, compresa la sconfitta inflitta ai padroni di casa dell'Argentina, ma mostrando già i prodromi di quella che sarebbe stata l'Italia del 1982, nella seconda fase si perse e venne sconfitta dall'Olanda, accedendo alla finale per il 3° e 4°posto dove fu sconfitta dal Brasile.

Papa Francesco ai familiari dei desaparecidos: "Que siguen adelante"

Nel corso dell'udienza di mercoledì 28 maggio, Papa Francesco, appena rientrato dal viaggio in Terra Santa, si è intrattenuto con una delegazione di familiari di desaparecidos di Argentina, Cile e Uruguay. "Que siguen adelante", "Andate avanti", ha detto il Pontefice a queste persone che gli chiedevano di aiutarli a ritrovare i corpi dei loro cari.

Tra le persone presenti a San Pietro, Maria Paz Venturelli, figlia di Omar, sacerdote italo-cileno "desaparecido" e Cecilia Romero, nipote di monsignor Oscar Romero, martire di El Salvador. Insieme a loro anche  suor Geneviève Janningros, nipote della suora "desaparecida" in Argentina, Léonie Duquet, la cilena Margarita Maino, sorella del "desaparecido" Juan, Jeremias Levinao, un mapuche sopravvissuto a due anni di torture, le uruguaiane Mena Narducci e Anna Milazzo, sequestrate e torturate nel loro paese.

lunedì 7 aprile 2014

"Fotografie", la prosa potente e cristallina di Rodolfo Walsh

Rodolfo Walsh, giornalista e scrittore argentino, è indubbiamente molto più conosciuto come uno dei padri del giornalismo latinoamericano e per la sua storia personale, purtroppo tristemente uguale a moltissimi altri, di vittima della dittatura argentina.  Il suo nome è legato allo straordinario capolavoro "Operazione Massacro", ma è stato anche un ottimo scrittore di narrativa.

E' proprio nella sua produzione letteraria che si colgono al meglio tutte le potenzialità della sua prosa potente e cristallina. "Fotografie", edito da LaNuovafrontiera, è la prima raccolta italiana nella quale, oltre ai testi di taglio poliziesco (splendidi secondo García Márquez), sono riuniti alcuni tra i più significativi dei suoi racconti: Lettere, Quella donna, Nota a piè di pagina, Irlandesi dietro un gatto.

martedì 25 marzo 2014

Piano Condor, la storia di Cecilia Magnet. Scomparsa, lei come mille altre.

Cecilia Magnet
Nei giorni scorsi a Buenos Aires, come racconta l'agenzia Ansa, due giornaliste cilene sono state ascoltate da un tribunale argentino in merito alla scomparsa, 37 anni fa, dei loro fratelli nell'ambito del Piano Condor, il nome che fu dato alla strategia delle polizie segrete delle dittature militari del Cono Sud e che portò alla sparizione di migliaia di latinoamericani.

Odette Magnet e Laura Elgueta hanno portato la loro testimonianza in merito alla scomparsa dei loro fratelli. "Più che aggiungere ulterioriori informazioni, vogliamo rivendicare giustizia per le nostre famiglie, ma anche dare un volto alla tragedia e al delitto comesso contro i nostri fratelli e sorelle".  

martedì 18 febbraio 2014

La Biblioteca Latinoamericana della Memoria

In Cile, l'Università dell'Arte e della Scienza e la Fondazione Democratica Cittadina creeranno una Biblioteca Latinoamericana della Memoria sui processi dittatoriali e autoritari che hanno segnato la storia dell'America Latina. Un'iniziativa che ha ricevuto l'appoggio di premi Nobel come la guatemalteca Rigoberta Menchú e l'argentino Adolfo Pérez Esquivel, e del premio Nobel alternativo, il paraguaiano Martín Almada.

Il progetto riunirà gli archivi segreti delle dittature e dei regimi dell'America Latina. Inoltre informatizzerà tutte le testimonianze delle vittime e dei difensori dei diritti umani, oltre ad ogni tipo di materiale che sia utile alla ricostruzione della memoria. La Biblioteca Latinoamericana della Memoria promuoverà anche ricerche, acquisizioni, pubblicazioni e attività di divulgazione, tutto questo in collaborazione con organismi e università internazionali, come l'Unesco. 

lunedì 27 gennaio 2014

“Anahí del Mare” La dittatura in Uruguay, la notte di un popolo

Giovedì 30 gennaio, alle ore 17.00, nella Sala Conferenze dell’IILA, sarà presentato il libro “Anahí del Mare - La dittatura in Uruguay, la notte di un popolo", della scrittrice Anna Milazzo, emigrante italiana in Uruguay che ha vissuto nell’anima e nel corpo, quello che hanno provato ebrei, comunisti, omosessuali, zingari e oppositori di fronte alla follia nazista, nel 1972, a Montevideo,venendo sequestrata dalle forze armate e torturata.

Anna non ricorda quasi niente del periodo di prigionia, a parte grida atroci. La sua memoria ricomincia dalla sua liberazione, in un campo sotto la pioggia e i fulmini. Anna Milazzo racconta Anahì e insieme a lei intraprende un viaggio doloroso, necessario e liberatorio durante quegli anni che hanno preceduto il golpe del 27 giugno 1973, quando l’ Uruguay attraversa una spietata violenza.

Nazisti e fascisti in America del Sud: Da "Colonia Dignidad" all'Operazione Condor

Questo pomeriggio a Roma, in occasione della Giornata della Memoria, si svolge, presso la Fondazione Basso, un incontro dal titolo "Nazisti e fascisti in America del Sud: Da "Colonia Dignidad" all'Operazione Condor". 

All'incontro, presentato da Elena Paciotti, presidente della Fondazione Basso, prendono parte Alberto Breccia, Ambasciatore dell'Uruguay, e Carlos Cherniak dell'Ambasciata argentina. Previsti gli interventi di Giulia Spizzichino, Maria Rosaria Stabili, Andrea Speranzoni, Fabio Galiani, Arturo Salerni, Mario Angelelli, Jorge Ithurburu. 

giovedì 19 dicembre 2013

Quattro ex militari condannati all'ergastolo per crimini durante la dittatura argentina

Quattro membri dell'Esercito argentino sono stati condannati dal Tribunale di Baia Blanca, località a 680 km a sud di Buenos Aires, all'ergastolo nel corso di un processo per violazione dei diritti umani durante l'ultima dittatura  in Argentina (1976/1983), lo ha reso noto il Ministero della Giustizia.

Oltre ai quattro ergastoli, emesse altre condanne per altri tre ex militari: rispettivamente 11 anni, quattro anni e tre mesi e tre anni e cinque mesi. Il processo riguardava delitti di omicidio, privazione illegale della libertà e torture, crimini commessi su almeno 100 persone.

mercoledì 18 dicembre 2013

Eaaf, la 'task force' argentina che da' un nome e un volto ai desaparecidos

Il dramma dei desaparecidos è una ferita che continua a sanguinare in molti paesi dell'America Latina, l'Argentina su tutti, dove da molti anni è attiva l'Equipe Argentina di Antropologia Forense (Eaaf), una sorta di 'task force' di ricercatori e scienziati che è riuscita a dare un nome e un volto ai resti di 580 persone, desaparecidos.

L'Eaaf ha fino ad ora recuperato i resti di 1200 desaparecidos sepolti, tra il 1974 e il 1983, come 'NN' in fosse comuni, sepolture in cimiteri e in terreni della polizia o militari. L'Eaaf è un'organizzazione di prestigio internazionale, non governativa e senza fini di lucro, fondata nel 1984 per investigare sulle persone scomparse per ragioni politiche nel periodo della dittatura.

mercoledì 9 ottobre 2013

Estela Carlotto in Sardegna per sensibilizzare sul dramma dei desaparecidos

Estela Carlotto
Estela Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, è in Sardegna per una tre giorni di presentazione della Campagna Internazionale per il ritrovamento dei figli dei desaparecidos. 

Le Abuelas (Nonne) de Plaza de Mayo sono una organizzazione non governativa che ha come obiettivo fondamentale quello di localizzare e restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e spariti a causa della repressione politica in Argentina ed esigere allo stesso tempo una punizione per tutti i responsabili.

giovedì 5 settembre 2013

11 settembre 1973 A quarant'anni dal golpe

L'11 settembre, quest'anno come ogni anno, ritorna nella mente delle persone per un tragico fatto 'più recente', il vile attentato alle Torri Gemelle di New York, ma anche per un momento storico che ha segnato il destino e la vita di migliaia di persone in Cile: l'11 settembre 1973 , il golpe che rovesciò il governo socialista di Salvador Allende e che instaurò la dittatura di Augusto Pinochet.

A quarant'anni da quella tragica giornata di settembre, molte le celebrazioni in ogni parte del mondo. Il Festival della Letteratura di Milano ha organizzato una serata presso la Biblioteca Chiesa Rossa nella quale sono previsti due distinti momenti di ricordo e di cultura.

venerdì 17 maggio 2013

E' morto Jorge Rafael Videla, l'ex dittatore argentino

Jorge Rafael Videla
Jorge Rafael Videla,  l'ultimo dittatore argentino che era ancora in vita, è morto, all'età di 87 anni, per cause naturali, alle 6.30 (ora locale) nel carcere di Marcos Paz dove stava scontando l'ergastolo per una lista infinita di crimini contro l'umanità. Attualmente era ancora sotto processo per le sue responsabilità in quello che era chiamato il Piano Condor.

Videla era l'ultimo dei dittatori argentini che erano ancora in vita. Era stato capo della giunta militare che aveva preso il potere grazie al colpo di stato ai danni di Isabelita Peron, terza moglie di Juan Domingo Perón. Dopo il golpe, Videla aveva governato dal 24 marzo 1976 fino al 1981.

giovedì 16 maggio 2013

Morte di Salvador Allende, la Corte chiude il caso: fu suicidio


La Corte di Appello di Santiago del Cile ha ratificato che Salvador Allende, l'11 settembre 1973, si suicidò prima che i militari, autori del golpe, arrivassero al Palazzo de La Moneda. Una decisione che chiude la questione relativa alle ultime ore di vita dell'ex presidente cileno.

Nei documenti redatti dai giudici sono ben descritti gli ultimi intensi minuti di vita di Allende, il medico socialista che vinse le elezioni presidenziali il 4 settembre 1970, guidando il paese latinoamericano fino ai tragici fatti del settembre 1973 che instaurarono nel paese la dittatura militare e con essa il terrore

lunedì 11 marzo 2013

I resti di Pablo Neruda saranno esumati in aprile


L'esumazione dei resti del poeta cileno e Premio Nobel per la Letteratura, Pablo Neruda, è stata programmata per il prossimo mese di aprile su decisione del giudice che sta indagando sulla morte del poeta per definire se sia stata causata dal cancro alla prostata che aveva colpito Neruda oppure se fu assassinato per ordine del dittatore Augusto Pinochet.

L'annuncio dell'esumazione è stato dato dal pubblico ministero investito dell'inchiesta, Eduardo Contreras, che ha confermato la scelta effettuata dal giudice Mario Carroza di fissare la data nell'arco del mese di aprile.

martedì 12 febbraio 2013

Cile: giudice ordina esumazione del corpo di Pablo Neruda


Un giudice cileno ha ordinato l'esumazione dei resti del poeta Pablo Neruda nell'ambito dell'inchiesta aperta sulla sua morte avvenuta nel 1973 e sulla quale esiste il forte dubbio sia avvenuta per avvelenamento e non a causa del tumore alla prostata dei cui soffriva il poeta cileno.

L'inchiesta è scattata nel 2011 per una richiesta del Partito Comunista, nel quale Neruda militava, dopo le dichiarazioni dell'amico e autista del poeta, secondo il quale Neruda fu avvelenato da agenti del governo di Pinochet mentre era ricoverato in una clinica di Santiago del Cile.

venerdì 25 gennaio 2013

Richiesta agli Stati Uniti l'estradizione dell'assassino di Victor Jara

Victor Jara

Dopo che la giustizia cilena, proprio all'inizio del mese di gennaio, ha emesso la sentenza che ha condannato otto ex ufficiali dell'esercito cileno per l'omicidio del poeta e cantautore Victor Jara, trucidato dagli uomini della dittatura di Pinochet il 16 settembre 1973, sono iniziate le procedure di richiesta di estradizione agli Stati Uniti di uno degli imputati e autore dell'omicidio, Pedro Pablo Barrientos Núñez.

Nel comunicato emesso dai rappresentanti della giustizia cilena si legge che la richiesta di estradizione è stata inviata alla Corte Suprema americana innanzitutto per verificare se sia possibile presentare la richiesta alle autorità giuridiche degli Stati Uniti. Barrientos Núñez, che risiede oggi negli Stati Uniti, è stato giudicato insieme ad altri sette ex ufficiali nell'ambito del processo relativo alla morte di Victor Jara.

martedì 15 gennaio 2013

"No", film cileno candidato all'Oscar


Il Film cileno "No", diretto da Pablo Larrain, è stato candidato al premio Oscar nella categoria dei film stranieri. Si tratta della prima produzione del cinema cileno a ricevere una nomination al prestigioso premio che verrà assegnato il prossimo 24 febbraio a Los Angeles.

In Cile, nel 1988, il dittatore Augusto Pinochet indice un referendum popolare nel rispetto delle regole transitorie della Costituzione del 1980. Alla gente viene chiesto di esprimere il proprio parere sulla possibilità di far durare il suo potere fino al 1997. Durante la campagna elettorale che ne consegue, il movimento del "No" prende a poco a poco il sopravvento grazie alle intuizioni di René Saavedra, che nel film è interpretato da Gael García Bernal, un giovane e brillante pubblicitario il cui obiettivo principale è il porre fine al clima di violenza e terrore che da 15 anni opprime il Paese.

mercoledì 9 gennaio 2013

Il Brasile dopo 33 anni ammette l'omicidio di padre Bosco Burnier


Nello scorso mese di dicembre, con un ritardo di ben 33 anni, il Brasile ha riconosciuto come crimine politico l'assassinio di Padre João Bosco Penido Burnier, che nel 1976 venne ucciso da un poliziotto. Il sacerdote gesuita venne assassinato con un colpo alla testa mentre difendeva due donne che venivano torturate in un commissariato di Polizia di Ribeirão Cascalheira (Mato Grosso). 

Era la sera dell’11 ottobre 1976. Due contadine, Margarida e Santana, erano sotto tortura nella prigione del presidio di polizia di Ribeirão Bonito, nel Mato Grosso, località del latifondo prepotente, del bracciantato semischiavo, della brutalità poliziesca. La Comunità celebrava l’ultimo giorno della novena della patrona, N.S. Aparecida. In quel giorno erano arrivati in paese il vescovo, Mons. Pedro Casaldáliga e padre João Bosco Penido Burnier, un gesuita missionario tra gli Indios Bakairi. 

giovedì 25 ottobre 2012

Madres de Plaza de Mayo, 35 anni di lotta, 1800 marce con i loro fazzoletti bianchi


Las Madres de Plaza de Mayo hanno 'festeggiato' 35 anni di lotta alla ricerca dei desaparecidos durante l'ultima dittatura argentina e lo hanno fatto con una delle loro consuete marce con i fazzoletti bianchi sventolati al cielo, intorno alla Piramide della famosa piazza di Buenos Aires. 

Un evento che è stato 'convocato' attraverso la pagina del sito ufficiale con le parole della presidente della Madri, Hebe de Bonafini: "Questo giovedì 18 ottobre siete tutte convocate perchè festeggiamo 1800 giovedì nella piazza". Un messaggio replicato attraverso i social network, come Twitter, dove si leggeva: "L'Associazione Madri de Plaza de Mayo continua la lotta per i propri figli. Da 35 anni il giovedì è un giorno di lotta e di marcia".

lunedì 15 ottobre 2012

Un libro e un convegno sull'Italia durante la dittatura argentina


"Silenzi, complicità e affari. Italia e la dittatura argentina 1976-1983" è il tema di un incontro in programma mercoledì , 17 ottobre, alle 17.30, presso la Sala Conferenze della Fondazione Basso a Roma in occasione della presentazione del libro "Affari nostri. Diritti umani e rapporti Italia Argentina 1976-1983", edito da Fandango Libri, a cura di Claudio Tognonato.

"Affari nostri. Diritti umani e rapporti Italia Argentina 1976-1983" è il risultato di un’indagine di un gruppo di ricercatori e docenti sui rapporti tra i poteri economici, politici, militari italiani e la dittatura argentina. Si tratta di una prospettiva di analisi inedita e coraggiosa che porta alla luce le complicità, gli interessi economici delle istituzioni e delle aziende private italiane e i silenzi della stampa.