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mercoledì 9 gennaio 2013
Il Brasile dopo 33 anni ammette l'omicidio di padre Bosco Burnier
Nello scorso mese di dicembre, con un ritardo di ben 33 anni, il Brasile ha riconosciuto come crimine politico l'assassinio di Padre João Bosco Penido Burnier, che nel 1976 venne ucciso da un poliziotto. Il sacerdote gesuita venne assassinato con un colpo alla testa mentre difendeva due donne che venivano torturate in un commissariato di Polizia di Ribeirão Cascalheira (Mato Grosso).
Era la sera dell’11 ottobre 1976. Due contadine, Margarida e Santana, erano sotto tortura nella prigione del presidio di polizia di Ribeirão Bonito, nel Mato Grosso, località del latifondo prepotente, del bracciantato semischiavo, della brutalità poliziesca. La Comunità celebrava l’ultimo giorno della novena della patrona, N.S. Aparecida. In quel giorno erano arrivati in paese il vescovo, Mons. Pedro Casaldáliga e padre João Bosco Penido Burnier, un gesuita missionario tra gli Indios Bakairi.
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