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venerdì 31 gennaio 2014

ONU: "In America Latina ci sono più di 100.000 persone assassinate all'anno"

Heraldo Muñoz, sottosegretario generale delle Nazioni Unite, nei giorni scorsi ha reso noto che in America Latina si verificano, in un anno, oltre 100.000 morti per omicidio. Una cifra preoccupante, così come giudica molto preoccupante la situazione in Centro America, dove il caso più grave riguarda l'Honduras.

In visita in Guatemala, Muñoz, ha dichiarato: "L'America Latina si sta affermando sulla scena internazionale e fa progressi nella riduzione della povertà e della disuguaglianza, così come nella crescita economica e stabilità finanziaria. Tuttavia, restano ancora alcune sfide da vincere, come quella del peso della violenza e degli oltre 100.000 omicidi  registrati in un anno".

mercoledì 22 gennaio 2014

Brasil 2014: servizi segreti valutano i rischi di attentato e il problema hooligans

Con l'avvicinarsi della data d'inizio del Mondiale di calcio in Brasile, i servizi segreti di Brasile e Uruguay si sono riuniti per analizzare i possibili rischi di attentato durante la Coppa del Mondo, così come il problema dell'ingresso di hooligans dalla frontiera uruguaiana.

Gli incontri tra i funzionari delle varie forze di polizia si sono svolti già in diverse occasioni e durante queste riunioni è stato stabilito il livello di rischio, come riporta il quotidiano spagnolo "El País", al quale una fonte del Ministero degli Interni brasiliano ha riferito "Questo non significa che ci sarà un attentato durante i Mondiali in Brasile. Viene analizzata l'eventualità che questo accada".

venerdì 10 gennaio 2014

In Uruguay se restituisci un'arma hai in cambio un pc o una bicicletta

Non è una novità del neonato 2014, anzi è da diverso tempo che l'iniziativa 'Armas para la vida' è attiva in Uruguay. Uruguay paese guidato dal vulcanico Pepe Mujica e dove con piccole cose si cercano di ottenere grandi risultati. Nel settembre dello scorso anno Mujica aveva detto, in occasione dell'Assemblea dell'Onu, 'Meno armi, più bici e computer'.

Sebbene i dati non siano precisissimi, in Uruguay un cittadino su tre possiede un'arma e uno su sei ne ha una illegale. Il governo di Mujica ha allora proposto uno scambio:  il cittadino consegna un'arma e riceve in cambio un'altra “arma per la vita”, un'arma che può essere di conoscenza, come un computer portatile, oppure di divertimento, come la bicicletta.

giovedì 5 dicembre 2013

America Latina: il triste record delle 20 città più violente al mondo

Brasile, Messico e Venezuela sono le nazioni che più si ripetono in una classifica resa nota e realizzata dal Consiglio dei Cittadini del Messico per la Sicurezza Pubblica e la Giustizia Penale e che si basa su dati del 2012. Al top però spicca la località hondureña di San Pedro Sula con una media di 169 omicidi ogni 100,000 abitanti.

Narcotraffico, corruzione, povertà, instabilità politica, guerra tra bande, sono tutti ingredienti che portano l'America Latina ad essere la regione più 'omicida' al mondo. Secondo l'Onu, l'America Latina vanta il record di avere il 40% di persone assassinate al mondo, pur avendo una popolazione che rappresenta l'8% del totale mondiale.

giovedì 24 ottobre 2013

Brasile: c'è il timore che il crimine organizzato pianifichi attacchi durante il Mondiale

Il 'Primer Comando de la Capital', PCC, la maggiore organizzazione criminale in Brasile, sta pianificando una serie di attacchi durante la Coppa del Mondo di calcio del 2014, che sarà appunto ospitata dal grande paese latinoamericano. Si tratta di un'informazione arrivata da fonti vicine ai servizi segreti della polizia di San Paolo.

La cosa incredibile è che la 'cupola' di questa organizzazione criminale comanda e dirige le operazioni dal carcere, infatti la maggior parte dei capi del PCC sono dietro le sbarre della prigione di San Paolo e inviano ordini ai propri subalterni per preparare una serie di azioni durante i Mondiali, ma anche in occasione delle elezioni presidenziali che sono in programma a luglio e ottobre del prossimo anno.

giovedì 11 luglio 2013

Il 30% degli omicidi al mondo avvengono in America Latina

Una cifra sconcertante arriva della Banca Mondiale: una persona ha quattro volte più probabilità di essere uccisa in America Latina che in qualsiasi altra parte del pianeta. Negli ultimi dieci anni, almeno 70 milioni di persone sono uscite dal livello di povertà in America Latina, ma questo dato non si è riflesso nella riduzione di criminalità in questa parte del mondo.

"Questo progresso economico e sociale tangibile, non è stato in grado di trasformare anche l'altissimo livello di criminalità in America Latina", ha puntualizzato Hasan Tuluy, vice presidente per l'America Latina e i Caraibi della BM, intervenendo ad un Forum sulla prevenzione del crimine e della violenza.

mercoledì 17 aprile 2013

Violenza, un triste record per l'America Latina


In una classifica stilata dal Citizen Council for Public Security, Justice and Peace, le prime 16 città considerate le più violente del mondo appartengono al Centro e Sud America. Il tristissimo podio è composto da quella che è considerata in assoluto la più violenta, San Pedro Sula, in Honduras, seguita da Acapulco in Messico e quindi Caracas in Venezuela.

La graduatoria è stata generata in base alle statistiche sui crimini commessi nell'anno 2012, definendo le 50 città più violente al mondo. San Pedro Sula detiene questo primato già da due anni ovvero di essere il luogo dove brutalità e omicidi dilagano per le strade. Nel 2012 sono stati registrati 1.218 ovvero una media di 3 uccisioni al giorno, inoltre in Honduras in genere è stato registrato il più alto numero di donne assassinate.

giovedì 2 febbraio 2012

In America Latina ci sono 40 delle 50 città più violente al mondo

Un triste record quello che si evince da uno studio realizzato dalla Ong Seguridad, Justicia y Paz e dal quale risulta come tra le 50 città più violente del mondo ben 40 siano in America Latina. Il gradino più alto del podio di questa triste classifica spetta a alla città hondureña di San Pedro, seguita dalla ormai 'famosa' Ciudad Juárez in Messico, che dopo tre anni di leadership perde il primato di 'città più violenta del mondo'.

Tra le prime dieci città più più violente, cinque sono messicane: dopo la già citata Ciudad Juárez , Acapulco, Torreón, Chihuahua e Durango. Lo studio è stato effettuato su città con almeno 300.000 abitanti e per le quali esiste un'informazione statistica sugli omicidi accessibile via internet. Da questa analisi è così risultati che 45 delle 50 città più violente al mondo si trovano nel continente americano e ben 40 in America Latina.

lunedì 30 gennaio 2012

Messico: l'arcivescovo chiede una tregua ai narcos durante la visita del Papa

La situazione di violenza in Messico continua a rimanere molto grave e la richiesta dell'arcivescovo  di Leon, José Guadalupe Martín Rábago, ai criminali e narcotrafficanti di rispettare una sorta di tregua nei giorni dal 23 al 26 marzo ovvero quando Papa Benedetto XVI sarà in Messico, fa comprendere ancora meglio quale sia il clima e la realtà di questo paese.

La Chiesa ha inoltre deciso di reclutare in quesi giorni di visita papale, 75.000 giovani che fungeranno da muraglia umana lungo il percorso che Benedetto XVI farà per le vie della città. "A coloro che vivono nel male, arrivino le mie parole che dicono loro di tener conto che quello che andiamo a vivere è un tempo di pace e di grazia", ha detto Rábago, che ha aggiunto che questa richiesta è fatta "in nome dell'intero Messico".

giovedì 24 novembre 2011

"Esperanza", un modo diverso per ricordare la violenza in Venezuela

A Caracas, in Venezuela, sono state installate sui muri della città 52 gigantografie di donne che hanno perso i propri figli in episodi di violenza. Si tratta di un progetto artistico e sociale denominato “Esperanza” che vuole "dare un volto alla speranza per porre fine alla violenza". “Esperanza” fa parte del movimento mondiale 'Inside Out', promosso dall'artista francese JR, un'iniziativa che vuole trasformare “la figura delle persone comuni in espressioni artistiche capaci di rivelare delle tematiche collettive".

"Sentire ogni giorno cose sulla violenza sembra normale, l'importante è ricordare a tutti che questo non è normale", ha detto ai microfoni della BBC Maria Fernanda Perez, co-fondatrice e direttrice del progetto. "Volevo mandare un messaggio al pubblico in modo creativo. Vogliamo che la gente a Caracas veda questi volti e inizi a riflettere", ha concluso la Perez.

Organizzazioni umanitarie denunciano "una pulizia sociale" a Ciudad Juarez

Le organizzazioni a sostegno dei diritti umani hanno denunziato una sorta di 'pulizia sociale' nella città messicana di Ciudad Juárez, considerata la più violenta del paese, e dove vagabondi, drogati, disoccupati e qualsiasi persona che abbia un aspetto sospetto è oggetto di arresto e detenzione ingiustificata. Questa strategia è stata messa in atto ormai da circa sei mesi e attualmente ci sono circa 150 reclami al mese per "abuso di autorità" da parte dei parenti delle persone arrestate.

Obiettivo dei gruppi umanitari è il sindaco Héctor Murguía e il suo controverso capo della polizia, Julián Leyzaola, famoso per la sua capacità di contenere la delinquenza, ma anche per la sua eterodossia. "Hanno stravolto l'indicazione che tutto quelli che possono sembrare delinquenti o appaiono nervosi davanti alla polizia devono essere arrestati", ha Gustavo de la Rosa della Commissione dei Diritti Umani a Ciudad Juárez.

giovedì 17 novembre 2011

Messico: 230.000 disoccupati a causa della mancanza di sicurezza nel paese

L'onda di violenza che sta attraversando il Messico ha causato circa 230.000 disoccupati e una perdita di 4.000 milioni di dollari di investimenti stranieri nel 2010. E' la conclusione di una relazione della delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con il Messico, riportato dal quotidiano messicano "Reforma".

Nello scorso anno il Messico ha perso il 20% del flusso totale degli investimenti diretti stranieri a causa della violenza nel paese e che secondo alcune statistiche ha causato almeno 50.000 morti e 10.000 persone scomparse negli ultimi cinque anni. Secondo la relazione, la strategia del governo messicano nella lotta al narcotraffico "è sempre più in discussione per l'enorme costo in vite umane" senza che la violenza cessi o almeno diminuisca vistosamente.

martedì 13 settembre 2011

Brutale attacco ai Guarani del Brasile con camion carichi di uomini armati

Survival International ha saputo che alcuni camion carichi di uomini armati stanno cacciando con violenza i Guarani del Brasile dalle loro terre, in preda al terrore di perdere la vita. “Le vite di molte persone sono in imminente pericolo” ha dichiarato a Survival Tonico Benites, un antropologo guarani. “In qualsiasi momento potrebbe morire un bambino”. Lo zio di Benites è stato accecato a un occhio durante un altro attacco sferrato recentemente contro le comunità guarani di Pyelito Kuê e M’barakai, a sud dell’Amazzonia brasiliana.


I Guarani sono stati costretti a fuggire per mettersi in salvo dopo che le loro capanne erano state incendiate, i loro indumenti bruciati e le famiglie minacciate. "Lampade e torce ci abbagliavano da tutte le direzioni” ha raccontato un uomo guarani, “e bambini e anziani non potevano scappare. Mentre vi scrivo questo messaggio mi si riempiono gli occhi di lacrime. In queste condizioni non abbiamo quasi più nessuna speranza di sopravvivere in Brasile”.
Sembra che uomini armati abbiano bloccato le strade, distruggendo un ponte che consentiva di raggiungere l’accampamento degli Indiani dall’esterno, e che abbiano circondato i Guarani per impedire l’invio di rifornimenti di cibo e medicinali. Da agosto sono già stati sferrati diversi attacchi ai Guarani, che stanno cercando di riavere la terra ancestrale, sottratta loro dagli allevatori negli anni ‘70.

I Guarani hanno subito persecuzioni anche nel 2003 e nel 2009, quando avevano fatto analoghi tentativi di rivendicare e rioccupare la loro terra.
“È scioccante che i Guarani debbano essere ripetutamente perseguitati per aver tentato di tornare nella terra che gli appartiene a pieno diritto” ha commentato oggi Stephen Corry, direttore di Survival. “Il governo brasiliano deve agire rapidamente prima di vedere cadere altre vite innocenti”.

Il governo brasiliano ha condannato l’ondata di violenza. Survival ha scritto alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) chiedendo che siano prese misure urgenti per proteggere i Guarani, e al Ministro della Giustizia brasiliano sollecitando la mappatura e la protezione della terra Guarani così come previsto dalla stessa costituzione del Brasile.

fonte survival.it