Nel 2011, secondo il rapporto annuale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), nelle città dell’America Latina e dei Caraibi la disoccupazione è scesa al 6,8%. Questo è il livello più basso di disoccupazione urbana registrato dal 1990, anno in cui l'OIL ha iniziato ad utilizzare l'attuale metodo di calcolo per misurare questo parametro nella regione.
Nonostante la buona notizia del calo della disoccupazione urbana rispetto al 7,3% nel 2010 (dato che peraltro migliorava i risultati del 2009, quando la disoccupazione raggiunse l’8,1% a causa della crisi globale), l'OIL ha posto l’attenzione sulla "necessità di affrontare le sfide inerenti al miglioramento della qualità del lavoro” nella regione, ed in particolare nelle città. Ad oggi, infatti, almeno la metà dei lavoratori urbani sono occupati nel settore informale, il che “implica condizioni precarie, generalmente accompagnate da livelli di remunerazione bassi, senza alcun accesso alla protezione sociale né tantomeno ai diritti dei lavoratori", spiega l'organizzazione internazionale.
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venerdì 27 gennaio 2012
giovedì 17 novembre 2011
Messico: 230.000 disoccupati a causa della mancanza di sicurezza nel paese
L'onda di violenza che sta attraversando il Messico ha causato circa 230.000 disoccupati e una perdita di 4.000 milioni di dollari di investimenti stranieri nel 2010. E' la conclusione di una relazione della delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con il Messico, riportato dal quotidiano messicano "Reforma".
Nello scorso anno il Messico ha perso il 20% del flusso totale degli investimenti diretti stranieri a causa della violenza nel paese e che secondo alcune statistiche ha causato almeno 50.000 morti e 10.000 persone scomparse negli ultimi cinque anni. Secondo la relazione, la strategia del governo messicano nella lotta al narcotraffico "è sempre più in discussione per l'enorme costo in vite umane" senza che la violenza cessi o almeno diminuisca vistosamente.
Nello scorso anno il Messico ha perso il 20% del flusso totale degli investimenti diretti stranieri a causa della violenza nel paese e che secondo alcune statistiche ha causato almeno 50.000 morti e 10.000 persone scomparse negli ultimi cinque anni. Secondo la relazione, la strategia del governo messicano nella lotta al narcotraffico "è sempre più in discussione per l'enorme costo in vite umane" senza che la violenza cessi o almeno diminuisca vistosamente.
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