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martedì 21 maggio 2013

Condannato per genocidio l’ex dittatore del Guatemala

Jose' Efrain Rios Montt

Per José Efrain Ríos Montt, l’ex generale che negli anni ’80 governò il Guatemala col terrore, è arrivata una condanna per genocidio. Durante la sua dittatura militare scomparvero o furono assassinate circa 200.000 persone, per la maggior parte indigene.

Nel 1982, quando il generale prese il potere promettendo di ripristinare una “reale democrazia”, il paese si trovava già nel pieno di una brutale guerra civile, che vedeva i guerriglieri dell’estrema sinistra attaccare il regime militare dalle loro basi fuori città.

giovedì 7 febbraio 2013

La vita in mezzo alla Amazzonia


Nello scorso mese di settembre la BBC ha effettuato un reportage su un gruppo di indigeni che vivono in un piccolo villaggio della Amazzonia boliviana, Puerto Tujuré, nel quale vivono sei persone della tribù pacahuras. Una comunità formata, tra gli altri, da Bose Yacu, che era il volto 'pubblico' di questa tribù, suo marito, il fratello Buca e la sorella Shaco Pistia.

Una piccola comunità in piena Amazzonia dove sono sorte quattro case con pareti di legno e i tetti fatti di foglie di palma. Generalmente quando una coppia si sposa costruisce una nuova casa vicino a a quella dove vive la sua famiglia originaria. Purtroppo la comunità si è ridotta perchè nel dicembre 2012 è morta Bose, la più anziana del gruppo di pacahuras.  

lunedì 17 dicembre 2012

Gli indigeni che 'resistono' lungo le strade del Mato Grosso del Sur

Foto di Rose Gauditano

La fotografa brasiliana Rose Gauditano ha realizzato una serie di scatti nei quali mostra la lotta per la sopravvivenza del popolo indigeno dei guaraní kaiowá, la seconda maggiore etnia del Brasile, che vive ai bordi delle strade del Mato Grosso del Sur. 

Tra le varie foto quella di un gruppo di guaraní kaiowá che vivono lungo la strada 163. Una situazione che vorrebbero transitoria nella speranza che la Funai, Fondazione Nazionale dei popoli indigeni, identifichi formalmente la terra dove andare a vivere. 

mercoledì 21 novembre 2012

Cepal e Unicef 'denunciano' l'elevata povertà infantile indigena in America Latina


La Commissione Economica per l'America Latina e l'Unicef hanno recentemente sottolineato l'alto tasso di povertà infantile indigena in America Latina, riferendosi "all'impoverimento sistematico" dei popoli indigeni.

I dati sono contenuti in un bollettino diffuso dai due organismi membri delle Nazioni Unite, spiegano che nonostante i progressi ottenuti in paesi come Ecuador, Panama e México, nove bambini indigeni su dieci, nella regione, soffrono di qualche forma di privazione.

giovedì 8 novembre 2012

Amazzonia: Indigeni-Diga di Belo Monte 1-0


Per il momento la partita tra indigeni dell'Amazzonia e Diga di Belo Monte, ha visto la parziale vittoria dei popoli che vivono lungo il fiume Xingù, che sono riusciti a bloccare la diga che avrebbe sommerso le loro foreste. Un gruppo di giudici del tribunale regionale federale ha infatti fermato i lavori sulla diga di Belo Monte.

Lo stop ordinato dai giudici a ciò che sarebbe o sarà la terza più grande diga al mondo, è stato dato perchè non sono state consultate preventivamente le comunità indigene locali come invece richiede la Costituzione brasiliana e la Convenzione 169 sui popoli indigeni e tribali. 

mercoledì 6 giugno 2012

Maijuna, una nuova riserva amazzonica in Perù

Si chiama Riserva di Maijuna e si tratta di una nuova riserva indigena in Amazzonia e la cui creazione è stata formalizzata dal governo del Perù. Si trova nel nord-est Perù e ha un'estensione di circa 390.000 ettari. L'area è collegata ai bacini idrografici dei fiumi Napo e Putumayo.

Questa riserva, oltre a proteggere la foresta pluviale primaria nella regione di Loreto, è molto importante per la protezione della cultura del popolo Maijuna che vive in quella zona, con una popolazione di neppure di 200 persone. La riserva è collegata ad due altre aree protette già esistenti, creando una superficie totale di oltre 1,6 milioni di ettari.

La riserva è stata creata grazie al lavoro di Nature and Culture International, ma fondamentale è stata la collaborazione degli stessi Maijuna. Una zona che ospita una grande e ricca varietà di fauna selvatica amazzonica, tra cui lontre giganti (Pteronura brasiliensis) e giaguari (Panthera onca) , oltre  grandi popolazioni di animali molto cacciati come i tapiri brasiliani (Tapirus terrestris) e hocco di Salvin (Mitu Salvini).

In un comunicato di  Nature and Culture International si legge: "Questa nuova area protetta protegge un vero gioiello: un complesso di terrazze-amazzoniche di alta quota, un habitat sconosciuto fino a poco fa, che ospita una flora e una fauna ricche di specie rare e altre ancora non identificate. Queste terrazze e le foreste di pianura adiacenti sono alla base di da diversi tipi di suolo e creano sette sistemi idrici che sostengono la flora e la fauna della locali, così come gli abitanti umani".

fonte salvaleforeste.it

venerdì 9 marzo 2012

"Tv da baraccone", l'ultima campagna lanciata da Survival

Survival, da decenni al fianco delle popolazioni indigene in tutto il mondo, denuncia uno scandaloso reportage contro una tribù amazzonica accusata di infanticidio. Lo fa con “TV da baraccone”, la nuova campagna lanciata da Survival contro le rappresentazioni razziste dei popoli tribali in televisione.

Primo obiettivo un reportage trasmesso da una TV australiana che stigmatizza i membri di una tribù amazzonica come assassini di bambini; come “cultori del suicidio” dell’Età della Pietra e come i “peggiori violatori dei diritti umani nel mondo”. Il programma incriminato dalla campagna di Survival, che ha lo scopo di contestare la rappresentazione dei popoli tribali in TV come primitivi, arretrati e selvaggi, si chiama Sunday Night, ed è stato trasmesso da Channel 7.

lunedì 13 febbraio 2012

Al di là della profezia Maya, non è il mondo messo male, ma l'ambiente !

Il 2012 è l'anno che ormai da un po' porta con se il triste presagio e la catastrofica profezia Maya, che, sulla base della lettura del loro calendario, coinciderebbe con la fine del mondo, ma sia gli attivisti indigeni, sia gli anziani che hanno parlato con IPS News, si tratta di un fatto assolutamente inesistente, così come è invece un fatto concreto il fatto che risorse naturali, quelle sì, stanno finendo, a causa delle attività umane.

Secondo il calendario Maya, 21 dicembre 2012 segnerà la fine di un grande ciclo di 13 "baktun", ciascuno di 144 mila giorni, della durata complessiva di 5.126 anni. Ma la fine di un ciclo non significa affatto la fine del mondo, e l'isteria collettiva innescata dal presunto giorno del giudizio con la fine del 2012 non rispecchiano affatto il pensiero degli Indios Maya del Guatemala odierno. Secondo gli storici, il grande ciclo iniziato il 11 agosto, 3.114 aC, e termina il 21 dicembre di quest'anno, con il solstizio d'inverno - segnando l'inizio di un nuovo lungo ciclo di conteggio.

venerdì 10 febbraio 2012

Brasile: sei uomini accusati per l’uccisione di due Guarani

Rolindo Verà, uno dei due Guarani assassinati
Sei uomini sono stati portati in giudizio per l’uccisione di due Indiani Guarani assassinati nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul nel 2009. Il pubblico ministero ha descritto il caso come una “pietra miliare”. Genivaldo Verá e Rolindo Verá erano stati uccisi nel corso di un attacco armato, dopo che la loro comunità, Y’poi, aveva tentato di rioccupare la terra ancestrale invasa dagli allevatori.

Il Pubblico Ministero ha annunciato che fra gli incriminati ci sono allevatori e politici, che rischiano condanne per omicidio, occultamento di cadavere, uso d’armi da fuoco e violenza fisica su persona anziana. Uno degli uomini sotto inchiesta, l’allevatore di bestiame Firmino Escobar, nel 2010 aveva anche tenuto in ostaggio i Guarani di Y’poi, rinchiudendoli nelle loro terre senza possibilità di ricevere cibo e medicinali.

Survival International ha una registrazione in cui Escobar nega l’accesso al villaggio a una campaigner di Survival in incognito. Escobar aveva anche falsamente dichiarato che in quella terra non c’erano Indiani. Il Pubblico Ministero sta valutando di aprire una nuova inchiesta su altre persone che potrebbero essere state coinvolte dall’attacco fatale del 2009.

Rivolgendosi a Survival, un Guarani di Y’poi ha dichiarato: “È veramente una buona notizia, ed è proprio quello che speravamo”. Le comunità guarani subiscono attacchi continui da parte di sicari armati alle dipendenze degli allevatori che vogliono sfrattarli dalla loro terra, ma raramente i colpevoli vengono arrestati.

L’avvocato dell’accusa Thiago dos Santos Luz ha descritto la decisione come un passo cruciale “nella lotta per l’efficace tutela dei fondamentali diritti degli Indiani Guarani del Mato Grosso do Sul, che sono vittime di continue violenze”.  Che i responsabili dell’uccisione dei Guarani vengano portati in tribunale è rarissimo. Uno dei pochi precedenti risale al 2011 e riguarda l’assassinio di Marcos Veron, un leader guarani conosciuto a livello internazionale, picchiato a morte nel 2003.

“Quest’indagine è incoraggiante” ha commentato oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International, “ma il governo brasiliano dovrebbe ricordare che tra i Guarani ci sono molti altri morti che aspettano inchieste e giustizia. Per lungo tempo gli allevatori hanno continuato a sferrare attacchi contro i Guarani nella più totale impunità – la tribù non dovrebbe vivere sotto la minaccia dei sicari per aver ripreso possesso della terra che gli appartiene di diritto”.

fonte survival.it

martedì 7 febbraio 2012

Amazzonia: protestano le tribù indigene per i lavori sulla diga del fiume Xingu

Una pacifica protesta delle tribù indigene, ha bloccato per qualche ora l'inizio dei lavori di sbarramento del fiume Xingu per la costruzione della controversa diga di Belo Monte, in Brasile, dove secondo quanto riferisce International Rivers, il consorzio Norte Energia (NESA) ha iniziato a costruire dighe temporanee sul fiume Xingu, per drenare le aree di costruzione della diga definitiva.

"Continueremo ad opporci a questa mostruosità e a denunciare di fronte all'opinione pubblica brasiliana e al mondo intero questa distruzione indiscriminata del Rio delle Amazzoni , che danneggerà a tutti noi - ha dichiarato Antonia Melo, coordinatore del movimento Xingu Vivo - Per togliere il fiume è di togliere la vita della sua gente, perché l'acqua è vita".

lunedì 30 gennaio 2012

"Abya Yala: una visión indígena", parola di Evo Morales

Alla prossima Fiera del Libro de L'Avana a Cuba, sarà presentato un libro dal titolo "Abya Yala: una visión indígena" che si apre con un prologo del presidente boliviano Evo Morales, il primo presidente indigeno a guidare la nazione. L'opera fa parte della collezione 'Letras Urgentes' curata dal gruppo editoriale Prensa Latina, che ha voluto affrontare le tematiche più attuali dell'America Latina e dei Caraibi.

Il libro è stato realizzato in collaborazione il gruppo editoriale Scienze Sociali e contiene inchieste, interviste, cronache e articoli sui popoli indigeni. Nel suo prologo, Evo Morales, definisce il libro il libro come "un approccio inedito alle problematiche dei nostri popoli originari", aggiungendo che permetterà alle prossime generazioni di conoscere la cultura dei saggi antenati e fondatori, così come la continuità dei loro insegnamenti.

martedì 20 dicembre 2011

"Progetto Fitzcarraldo" ovvero portare il cinema italiano in Amazzonia

Nel famoso film di Werner Herzog, "Fitzcarraldo", il protagonista, interpretato da  Klaus Kinski, desiderava portare l'opera lirica italiana in Amazzonia e da questa idea è partita la proposta di Oliviero Pluviano, corrispondente dell'Ansa in Brasile, di trasformare un barcone amazzonico in un "battello cinema" in grado di raggiungere e proiettare film per le tante comunità indigene in villaggi molto remoti dell'Amazzonia. L'idea è stata raccolta e concretizzata nell'ambito delle iniziative di "Momento Italia-Brasile 2011-2012" e finanziata dalla Fiat.

Iniziata a fine settembre e durata alcune settimane, la spedizione ha toccato diverse località e aree dell'Amazzonia come Jamaraqua’, Arapiuns, Vila Ana', dove sono stati proiettati alcuni film italiani, accolti con straordinario calore e commozione dalle popolazioni indigene, che per la prima volta potevano assistere ad un "cinema ambulante".  Tv Globo, colosso televisivo brasiliano, ha dedicato un servizio speciale a quest'avventura dal titolo "Un italiano porta il cinema alle comunità isolate dell'Amazzonia".

venerdì 16 dicembre 2011

Da Milano all'Amazzonia, foreste fondamentali per la salute della gente

“Foreste per le persone” è una campagna il cui obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini sul ruolo che le foreste hanno nella salvaguardia della salute delle persone, raccogliendo fondi da destinare a interventi di tutela e riforestazione. Un'iniziativa promossa da ICEI, onlus impegnata nella cooperazione allo sviluppo, e LifeGate Planet , il primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile, che vuole promuovere un nuovo stile di vita e un modello economico dove le persone, il pianeta e il profitto vivono in armonia.
 
I proventi ottenuti durante la campagna, che si concluderà a febbraio 2012, serviranno a finanziare due progetti “distanti ma vicini”: quello di ICEI, dedicato alla riforestazione e tutela dell'Amazzonia brasiliana nell’area indigena Sateré Mawé, e quello di LifeGate Planet volto alla riforestazione della zona navigli nell'area milanese. Perché la salute del pianeta e delle persone dipende da quella delle foreste. Anche se lontane.

martedì 13 dicembre 2011

Il governo del Paraguay restituisce agli indigeni le loro terre

Questa settimana il governo paraguaiano ha firmato con gli Enxet un accordo che prevede la riconsegna di 1.000 ettari delle loro terre ancestrali. La decisione arriva dopo una lunga battaglia legale tra gli indigeni stessi e lo stato, svoltasi davanti alla Corte Inter-Americana dei Diritti Umani (IACHR).

La comunità Enxet di Kelyenmagategma, nel Paraguay settentrionale, ha lottato per decenni per riavere la propria terra, subendo un gran numero di sfratti forzati, intimidazioni e minacce. Grazie al processo intentato presso la Corte Inter-Americana, già nello scorso mese di agosto erano stati restituiti agli Enxet 8.748 ettari di terra.

martedì 29 novembre 2011

Gli indigeni colombiani rischiano di scomparire

Secondo la Corte Costituzionale della Colombia, almeno 35 delle 85 popolazioni indigene ufficialmente riconosciute dallo stato colombiano corrono il pericolo di estinzione fisica o culturale a causa dei conflitti armati e del 'feroce' disboscamento di alcune zone del paese. Per questo motivo, nella centralissima piazza di Bolivar a Bogotà, nei giorni scorsi, è stata inaugurata una statua che simbolizza la grave e persistente situazione di rischio che corrono queste popolazioni.

La statua rappresenta una donna indigena ed è un regalo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e sarà poi spostata nel Museo Archeologico Casa Marqués di San Jorge di Bogotá. L'opera è stata realizzata dallo scultore colombiano Jorge Olavo, che ha utilizzato come modella Lina, una donna della popolazione degli Embera-Katío, che era presente all'inaugurazione dell'opera insieme a uomini, donne e bambini dei popoli Embera-Katío e Embera-Chamí che vivono da 'rifugiati' nella capitale colombiana.

lunedì 21 novembre 2011

Leader guaranì ucciso sotto gli occhi della sua comunità

Nisio Gomes, il leader guaranì assassinato
"Abbiate cura di questa terra’: le ultime parole del leader guarani brutalmente assassinato sotto gli occhi della sua comunità. Venerdì 18 novembre, alcuni uomini armati e mascherati hanno ucciso uno dei leader religiosi dei Guarani sotto gli occhi della sua comunità.

Dopo aver fatto sdraiare per terra gli altri presenti, gli uomini hanno circondato Nísio Gomes e, secondo i testimoni, gli hanno sparato colpi in testa, sul petto, sulle braccia e sulle gambe. Il corpo del 59enne è stato poi portato via. Si ritiene che Gomes fosse l’obiettivo principale dell’attacco, anche se ci sono notizie non confermate del rapimento di due o tre adolescenti, ancora dispersi.

venerdì 11 novembre 2011

La chiave per la conservazione è nelle mani dei popoli indigeni

I popoli indigeni giocano un ruolo chiave nella preservazione delle foreste del mondo, e la loro esclusione dai territori protetti provoca sofferenza alla natura stessa. È quanto affermato da uno studio condotto recentemente dalla Banca Mondiale. Secondo i dati raccolti, quando i popoli indigeni possono continuare a vivere nelle aree protette, e non ne vengono espulsi, la deforestazione scende ai livelli minimi.

Eppure, nel mondo, milioni di indigeni sono stati trasformati in rifugiati della conservazione nonostante la Banca Mondiale stessa affermi che le prove dimostrano che “la conservazione delle foreste non deve essere effettuata a spese del sostentamento locale”. Per quantificare meglio i livelli di deforestazione in corso è stato utilizzato un rilevamento satellitare. Lo studio ha dimostrato che tra il 2000 e il 2008, la deforestazione nelle aree indigene è stata di circa il 16% più bassa che altrove.

mercoledì 9 novembre 2011

"Se vuoi essergli vicino, stagli alla larga!": la t-shirt per i popoli incontattati

Abitano gli angoli più remoti del nostro pianeta e sono tra i popoli più vulnerabili della terra perché qualunque contatto forzato con l’esterno potrebbe portar loro malattie verso cui non hanno difese immunitarie, sterminandoli tutti. Ogni popolo incontattato è unico: la sua lingua, la sua cultura e la sua visione del mondo sono insostituibili.

Survival lancia una nuova iniziativa a sostegno dei popoli incontattati presentando la t-shirt a loro dedicata. Realizzata in Italia, in puro cotone bio-equo, porta con sé un messaggio forte e militante: “Se vuoi essergli vicino, stagli alla larga!”. Ed effettivamente il solo modo per rispettare e proteggere i popoli incontattati è stargli lontano, perché decidere se e quando interagire con il mondo esterno spetta solo a loro.

Strage di sciamani nel nord-est del Perù

Quattordici sciamani peruviani che vivevano nella parte nord-est del paese andino, sono stati uccisi negli ultimi venti mesi. Questo è quanto riportano delle fonti governative e che hanno attivato l'ufficio del procuratore provinciale, che dichiara che questi omicidi in serie siano stati ordinati da Alfredo Torres, il sindaco di Balsa Puerto, e realizzati dal fratello Augusto, meglio conosciuto come "il cacciatore di streghe" e proprio una caccia alle streghe è quella che pare sia stata organizzata da questi due fratelli, come afferma anche il leader indigeno Roger Rumrrill.

Dei quattordici sciamani scomparsi, solo sette sono stati ritrovati, ormai cadaveri e tutti uccisi con colpi di arma da fuoco, coltellate o colpi di machete.  Secondo quanto detto da Rumrill, Torres e il fratello appartengono a una setta protestante che considera gli sciamani sono posseduti dal demonio, e che ritiene debbano essere uccisi. Naturalmente Torres respinge le accuse, sostenendo che gli sciamani, tutti e quattordici, sono stati uccisi dalle famiglie scontente dei loro servizi.

sabato 5 novembre 2011

L'Amazzonia vive in un clima di "barbarie"

Il Movimento per la Giustizia e i Diritti Umani del Brasile (MJDH) ha dichiarato che il recente assassinio di un sostenitore della difesa della foresta amazzonica dimostra come nella regione del nord brasiliano domini la 'barbarie' e ha lanciato un allarme deciso sulle minacce ininterrotte contro i religiosi che operano in quelle zone. Due settimane fa è stato assassinato Joao Chupel Primo, un attivista cattolico, che aveva denunciato senza remore i trafficanti di legname e gli agricoltori che stanno deforestando molte zone nello stato di Pará, dove molti contadini sono stati uccisi nel corso di quest'anno.

In questo stato e anche in altri in Amazzonia, "la legge è assente, prevale la barbarie, esiste un'impunità mafiosa così radicata che consente di continuare ad ammazzare le persone senza che si sappia nulla e qui la vita non vale nulla" ha detto Jair Krischke, rappresentante del MJDH. Krischke ha espresso la sua preoccupazione che altri membri delle comunità religiose, come il vescovo cattolico di quella regione, Frei Wilmar Santin, che ha denunciato l'assassinio di Chupel Primo, sia a sua volta ucciso.