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giovedì 26 giugno 2014

Ecuador: i danneggiati dalla contaminazione della Chevron chiedono giustizia all'Onu

L'Unione dei danneggiati dalle operazioni Texaco (ora Chevron) in Ecuador, ha portato davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, l'ormai tristemente famoso caso della contaminazione ambientale prodotta dalle perforazioni petrolifere della multinazionale americana nell'Amazzonia ecuadoriana

Abbiamo spiegato il modo nel quale Chevron viola i diritti umani, non rispetta le leggi dell'Ecuador, ma anche quelle del diritto internazionale. Come ha aggredito l'ambiente e i principi del giusto processo", ha detto Pablo Fajardo, rappresentante legale dell'Udapt.

giovedì 5 giugno 2014

"El llanto negro de la selva", docufilm sul disastro ambientale nell'Amazzonia ecuadoriana

"El llanto negro de la selva" (Il pianto nero della foresta), è un documentario sul disastro ambientale provocato dall'estrazione di petrolio in Amazzonia, che è stato presentato la scorsa settimana, a cura dell'Ambasciata dell'Ecuador in Italia, presso la sede dell'Istituto Italo-Latino Americano a Roma.

"Questa è una storia che non deve ripetersi", ha dichiarato l'Ambasciatore ecuadoriano in Italia, Juan Fernando Holguin Flores, che ha poi aggiunto, "L'unica colpa della foresta è quella di avere 'dentro di se'' il petrolio. La giustizia è necessaria", ricordando i dati della fuoriuscita di petrolio nel territorio ecuadoriano nel periodo dal 1972 al 1992.

martedì 20 maggio 2014

Ecuador: in oltre 10 città del mondo il 21 maggio è il giorno 'antiChevron'

Una giornata dedicata alla protesta e condanna per le pratiche di contaminazione ambientale dell'azienda petrolifera statunitense Chevron, sono in programma in diverse città del mondo e ovviamente a Quito, capitale dell'Ecuador, paese colpito da un gravissimo danno ambientale causato proprio dal gigante petrolifero americano.

Una ideale catena legherà dieci città nel mondo, come ha spiegato all'agenzia giornalistica Andes, l'avvocato Pablo Fajardo, che difende gli interessi degli ecuadoriani nella causa contro la Chevron e prima Texaco. Buenos Aires, Río de Janeiro, Toronto, New York, Richmond, Madrid, Barcellona, Pamplona, Siviglia, Berlino, Parigi, Gineva e Londra, sono le città che si uniranno alla protesta ecuadoriana.

venerdì 2 maggio 2014

Ecuador: Yasuni, il dilemma ambiente e crescita del paese

Il Parco Nazionale dello Yasuni, in Ecuador, è quello che si può definire un gioiello del nostro pianeta. Nel 1989 è stato designato Riserva Mondiale della Biosfera dall'Unesco ed è sicuramente il luogo, nel mondo, con la maggiore biodiversità. Un luogo che dovrebbe essere tutelato al 100%, ma che è comunque un luogo che fa parte di un territorio sovrano, l'Ecuador.

Solo poco tempo fa, lo stesso Ecuador e il suo presidente Rafael Correa, avevano lanciato una campagna, "Salviamo lo Yasuni", il cui obiettivo era quello di generare risorse economiche alternative, pari al 50% di quello che si sarebbe potuto ricavare dall’estrazione petrolifera, a titolo di co-partecipazione dei paesi industrializzati e per rendere effettivi i declamati e condivisi principi della responsabilità ambientale.

giovedì 30 gennaio 2014

Mia Farrow: "Una vergogna la contaminazione causata da Chevron in Ecuador"

L'attrice Mia Farrow mostra
la mano ricoperta di petrolio
Mia Farrow, attrice americana e attivista umanitaria, ha definito un atto di irresponsabilità e di mancanza di rispetto il disastro ambientale causato dalla Chevron nel territorio di Aguarico, nell'Amazzonía ecuadoriana, dove si è recata personalmente per vedere e mostrare gli effetti della contaminazione della multinazionale statunitense.

"Io insegno ai figli due cose e queste due cose sono: responsabilità e rispetto e credo che quello che ho visto sia una grande segno di irresponsabilità e mancanza di rispetto, sia per l'ambiente, ma soprattutto per tutta le gente che vive qui", ha detto Mia Farrow dopo aver visto e mostrato la sua mano alle telecamere come prova del disastro ecologico lasciato in questa parte dell'Ecuador dalla Chevron.

mercoledì 29 gennaio 2014

Roger Waters denuncia i danni della Chevron in Ecuador

Roger Waters
Roger Waters, musicista britannico e uno dei fondatori dei mitici Pink Floyd, ha fatto sentire la sua voce di protesta contro il gigante petrolifero Chevron che ha danneggiato irreparabilmente l'Amazzonia ecuadoriana dopo anni di trivellazioni in quella zona. Quella di Waters si somma alle proteste dei migliaia di abitanti di quella parte dell'Ecaudor, così come di tantissimi altri personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, che hanno sposato questa causa.

"Se permettiamo alla multinazionale statunitense Chevron di farla franca, sacrifichiamo non solo la popolazione ecuadoriana, ma anche i nostri figli e i nostri nipoti", ha detto l'artista, che ha inviato una mail alle migliaia di fans cha ha sparsi per il mondo.

martedì 10 dicembre 2013

Febbre del gas in Perù, anche l'Onu scende in campo

© Chris Fagan/UAC/ProPurús
In Perù, gli indiani incontattati sono in grave pericolo a causa della corsa al gas e al petrolio che si sta compiendo nel loro territorio. Survival International da tempo denuncia questa cosa e ora ha rivolto un appello al Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, James Anaya, che ha accolto la richiesta confermando la sua presenza in questi giorni di dicembre nel paese latinoamericano.

La richiesta di Survival ha l’appoggio di quasi 130.000 sostenitori, che hanno sottoscritto un appello al Presidente del Perù sollecitandolo a fermare l’invasione del territorio delle tribù incontattate. I progetti di estrazione di gas e petrolio si estendono per oltre il 75% dell’Amazzonia peruviana, dove i profitti stranieri vengono privilegiati rispetto alle vite degli Indiani.

venerdì 15 novembre 2013

Ecuador: ratificata sanzione contro Chevron, ma dimezzata la multa miliardaria

La Corte di Giustizia dell'Ecuador ha ratificato in questi giorni la sentenza che stabilisce il pagamento di 9,5 miliardi di dollari da parte della compagnia petrolifera statunitense Chevron per la contaminazione ambientale nell'Amazzonia ecuadoriana. 

Il massimo tribunale del paese latinoamericano ha così reso definitivamente esecutiva la sentenza che nel gennaio 2012 aveva emesso la Corte Provinciale di Sucumbíos, che in quel caso aveva condannato la Chevron al pagamento di un indennizzo di 18 miliardi di dollari. La Corte di Giustizia ha di fatto dimezzato questa 'multa', ritenendo che non dovessero essere pagati i 'danni punitivi'.

martedì 5 novembre 2013

Danny Glover in Ecuador nella zona colpita dal danno ambientale causato dalla Chevron

Danny Glover,
attore e regista statunitense
Danny Glover, oltre ad essere un famoso attore e regista statunitense, è un attivista e ambientalista convinto e molto impegnato, tanto che in questi giorni si è recato in Ecuador per visitare il pozzo Aguarico-4 e constatare il danno ambientale che la Chevron (ex Texaco) ha prodotto in oltre tre decadi di estrazione petrolifera in questa zona dell'Amazzonia ecuadoriana.

Nel salutare il suo arrivo a Quito, il vice presidente Jorge Glas ha dichiarato: "In questi giorni stiamo ricevendo la visita di molti personaggi famosi a livello internazionale, come l'attore nordamericano Danny Glover al quale diamo il benvenuto nel nostro paese e che andrà a vedere e a 'toccar con mano' la piscina tossica che ci ha lasciato la Chevron nell'Amazzonia ecuadoriana".

venerdì 4 ottobre 2013

Ecuador, Correa: "Sfruttare i giacimenti nello Yasuní con il minimo impatto ambientale"

Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha spiegato al proprio paese che, sebbene sia stata dolorosa la decisione di procedere allo sfruttamento dei giacimenti di petrolio all'interno del Parco dello Yasuni, zona tra le più ricche per biodiversità all'interno dell'Amazzonia, questo permetterà al paese di crescere dell'8% all'anno.

Una decisione, quella presa, che il presidente ecuadoriano ha spiegato essere importante per il il grande impatto sulla vita economica del paese, ma anche sociale. Il lavoro che ciò richiede permetterà di combattere la povertà, soprattutto quella estrema, che il presidente ha deciso di sradicare entro il 2017, termine del suo mandato. 

giovedì 23 febbraio 2012

Compagnia petrolifera venezuelana firma accordo con Eni-Repsol

La compagnia petrolifera venezuelana Pdvsa ha concluso un accordo con Repsol ed ENI per la compravendita del gas estratto dal giacimento individuato nel 2009 nel blocco off-shore denominato Cardon IV (al largo della penisola del Paraguanà) dalle due società europee che si erano aggiudicate l'esplorazione con quote paritarie (50 % ciascuna) del progetto.

Il giacimento conterrebbe - secondo le ultime stime - riserve pari a 3,1 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. L'accordo appena concluso darà a Pdvsa la possibilità di distribuire il gas al mercato nazionale per fornire energia a due grandi raffinerie situate nella penisola sopra citata (attualmente alimentate da prodotti petroliferi, ben più costosi) e per sostenere la crescita dei progetti petrolchimici e di generazione elettrica.

venerdì 20 gennaio 2012

Ecuador: le trivelle petrolifere scaveranno nel Parco Nazionale Yasunì

La compagnia pubblica ecuadoriana Petroamazonas, grazie a una licenza ambientale "ereditata" da Petrobras, inizierà dei lavori di trivellazione in uno dei settori del Parco Nazionale Yasunì, un vero e proprio santuario naturalistico,  una delle zone con la maggiore biodiversità al mondo.

La Petroamazonas comincerà entro il mese di gennaio i lavori nel Blocco 31, situato nel cuore del Parco Nazionale Yasunì, come ha scritto il quotidiano "El Universo". Un progetto che è stato possibile grazie alla concessione ambientale ottenuta nel 2007, quando il concessionario del blocco era il gruppo brasiliano Petrobras. Oswaldo Madrid, dirigente di Petroamazonas, ha spiegato che nel 2012 il progetto verrà sviluppato “con forza” e che la compagnia vi ha già destinato 197 milioni di dollari con la prospettiva di produrre 18 mila barili di greggio al giorno a partire dalla seconda metà del 2013.

venerdì 13 gennaio 2012

Inquinamento Amazzonia: sale a 18 miliardi di dollari la multa per la Chevron

La Corte d'Appello dell'Ecuador ha confermato la condanna contro la Chevron per gli sversi di petrolio e di rifiuti tossici nella foresta amazzonica. La sentenza impone alla multinazionale di pagare 18 miliardi di dollari per danni alle alle parti lese. Nel febbraio 2011 il tribunale aveva ordinato alla Chevron a pagare 8600 milioni dollari per i danni ambientali, ma l'importo è raddoppiato nella sentenza di appello, anche perché la Chevron si è sempre rifiutata di scusarsi pubblicamente, come richiesto dalla sentenza.

Dal canto suo la Chevron ha tentato "inquinare" le prove nascondendo i campioni di terreno inquinato in Amazzonia, ma nel dicembre scorso un giudice statunitense ha ordinato la pubblicazione dei documenti che provano la frode della Chevron verso il tribunale dell'Ecuador. 


mercoledì 12 ottobre 2011

Messico: assegnate licenze pretrolifere ai provati dopo 62 anni

Pemex, l'azienda petrolifera di Stato messicana, ha annunciato in agosto i primi contratti di concessione assegnati a operatori privati per la produzione di greggi. È un evento storico, che apre una breccia in un monopolio, detenuto dalla stessa Pemex, che risale al 1938.

La possibilità che ora si apre per altri player internazionali, di operare nel settore privato è uno dei principali cambiamenti introdotti dalla Legge Energetica approvata nel 2008 e fortemente appoggiata dall'attuale Presidente Calderon, che in precedenza era Stato proprio Ministro
dell'Energia. Calderon è riuscito ad infrangere i tabù del 'petrolio nazionalè facendo leva sull'oggettiva difficoltà per Pemex di farsi carico dello sfruttamento dei diversi giacimenti petroliferi sia sotto il profilo economico che tecnologico. La licitazione ha visto la partecipazione di ben 27 gruppi di imprese tra cui grandi multinazionali come Halliburton, Schlumberger e Repsol.

Le concessioni dei due campi oggetto della gara, Santuario y Magallanes e Carrizo sono stati assegnati rispettivamente alla britannica Petrofac Facilities Management Limited e alla messicana Administradora de Proyectos en Campos. Verseranno a Pemex una 'royaty' di 5 dollari a barile. I campi sono tutti localizzati un un'area cosiddetta 'maturà che interessano una superficie totale di 312 km2, con una riserva stimata di 207 milioni di barili di petrolio crudo equivalente.

La produzione attuale è di circa 15.000 barili al giorno, che dovrebbe raggiungere i 55.000 grazie all'ingresso in campo dei nuovi operatori. Il Direttore di Pemex Exploracion y Produccion, CarlosMorales Gil, ha confermato che le prossime licitazioni interesseranno campi "maturi" della regione Nord e di quella di Chicontepec. Ma la vera partita dovrebbe aprirsi con le prime gare per concessioni in "acque profonde" nel Golfo del Messico, dove si stima siano concentrate le riserve con maggior potenziale del Paese.


fonte esteri.it