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giovedì 10 ottobre 2013

Italia: oltre mezzo milione di dollari per la sicurezza alimentare in Bolivia


Il Governo italiano, attraverso la Rappresentanza diplomatica dell’Ufficio per la cooperazione a La Paz, ha donato oltre mezzo milione di dollari al Programma alimentare mondiale (Pam) in Bolivia per sostenere lo sviluppo dei mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare delle famiglie di agricoltori e dei contadini senza terra nei comuni più vulnerabili all’insicurezza alimentare in tre dipartimenti.


Il contributo del Governo Italiano consentirà a 30 mila famiglie rurali a rischio insicurezza alimentare, di migliorare le loro condizioni di vita partecipando a diverse attività: la creazione di orti comunitari e di piccoli allevamenti di bestiame, la bonifica delle terre produttive, la costruzione di sistemi di irrigazione e altre azioni su piccola scala. 

mercoledì 2 maggio 2012

Cooperazione italiana: già operativi i centri di recupero nutrizionale in Guatemala

Il Programma di Emergenza ”Ran”, eseguito dall’Ambasciata d’Italia in Guatemala, sta finanziando 12 progetti tesi a ridurre l’esposizione al rischio alimentare, nutrizionale ed ambientale delle fasce vulnerabili della popolazione (in primis donne e bambini) guatemalteca maggiormente affette da alti indici di denutrizione e colpite dalle devastazioni provocate dalle due ultime stagioni delle piogge in Guatemala.

Gli interventi sono affidati ad Ong italiane e guatemalteche. La costruzione e l’equipaggiamento del Centro di Recupero Nutrizionale (Crn) s’inquadra nel più ampio progetto ”Lotta alla denutrizione acuta: un approccio integrato”, finanziato dal Programma Ran della Cooperazione Italiana ed eseguito all’Ong italiana Icu, in collaborazione con il locale Ministero della Sanità del Guatemala.

martedì 13 marzo 2012

La cooperazione italiana riscostruisce le case in Guatemala

L’Ambasciata d’Italia in Guatemala, mediante il Programma di Emergenza ”Ran Guatemala” della Cooperazione Italiana, ha proceduto in febbraio alla consegna ufficiale di otto case ricostruite in luogo sicuro a seguito dei disastri causati nel 2010 dalla Tempesta Agatha.

Il Programma sta finanziando 12 progetti tesi a ridurre l’esposizione al rischio alimentare, nutrizionale ed ambientale delle fasce vulnerabili della popolazione (in primis donne e bambini) guatemalteca maggiormente affette da alti indici di denutrizione e colpite dalle devastazioni provocate dalle due ultime stagioni delle piogge (2010-2011) in Guatemala.

sabato 26 novembre 2011

Haiti e la ricostruzione che non c'è

Sono trascorsi quasi due anni dal terribile sisma che ha colpito Haiti e l'isola non ha ricevuto neppure metà degli aiuti promessi. Inoltre, in ottobre è stata sciolta la commissione per la ricostruzione del paese e per ora non è stata rimpiazzata. Un 'board', presieduto dall'ex presidente statunitense Bill Clinton, era stato creato tre mesi dopo il terremoto per supervisionare gli sforzi per ricostruire Haiti, dove centinaia di miglia di case erano distrutte e milioni di persone erano costretti a vivere in campi di fortuna.

La Commissione Interna per la Ricostruzione di Haiti si è sciolta in ottobre e le autorità haitiane non hanno fatto nulla per creare un organismo che si assumesse il compito di coordinare gli sforzi per la ricostruzione. Oltre 120 i progetti presentati che rischiano di non concretizzarsi perchè con l'assenza di un organismo di coordinamento, anche gli aiuti e le donazioni sono ferme per il timore che tutto vada sprecato e resti senza controllo.

lunedì 7 novembre 2011

Italia, Ecuador e Perù: Ong e Università insieme per Expo 2015

Un impegno comune di cinque università - tre ecuadoriane, una peruviana e una italiana, con la collaborazione dell’ONG COSV, per elaborare idee congiunte sul tema dell’agricoltura sostenibile, la biodiversità e l’agro-biodiversità e creare progetti comuni.
Si è conclusa con un accordo ufficiale in vista di Expo 2015 la visita dell’Università degli Studi di Milano in Ecuador e Perù, all’interno del progetto di cooperazione internazionale per la valorizzazione della biodiversità, realizzato da COSV con il contributo del Comune di Milano.

Per l’Università di Milano erano presenti il Prof. Bocchi, Professore di Agronomia e coltivazioni erbacee presso la Facoltà di Agraria, che ha tenuto una serie di conferenze sul tema della sicurezza delle sementi per lo sviluppo di una cultura sostenibile, e la Prof.ssa Carla Sorlini, delegata del Rettore per lo sviluppo delle relazioni internazionali.

domenica 6 novembre 2011

Guatemala: l'impegno italiano per gli alluvionati

In Guatemala la stagione delle piogge sta volgendo al termine, lasciando sul terreno l’ormai consueta scia di morte e distruzione. Secondo i dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile guatemalteca (Conred) lo scorso 20 ottobre, il pesante bilancio dell’attuale stagione delle piogge conta 38 persone decedute, 5 disperse, 11 ferite, almeno 77.000 interessate con danni materiali e 28.688 evacuate, di cui 14.208 ospitate nei 121 rifugi d’emergenza attualmente in funzione nel Paese.

Tale emergenza, pur non avendo assunto i contorni dell’eccezionalità, ha comunque indotto il Governo guatemalteco a dichiarare lo stato di calamitá nazionale. L’insieme degli attori umanitari coinvolti nella RedHum - di cui il Programma d’Emergenza ”Ran Guatemala” della Cooperazione italiana allo sviluppo è socio fondatore - sta svolgendo un costante lavoro di coordinamento teso ad appoggiare il Governo nelle fasi di ricostruzione e riabilitazione post-disastro.

martedì 13 settembre 2011

Ribelli sequestrano i rifornimenti medici destinati alla tribù dei Nukak

Un gruppo di ribelli armati ha sabotato il primo tentativo di fornire assistenza medica d’emergenza via barca ai nomadi Indiani Nukak, una delle tribù della Colombia più minacciate d’estinzione. Survival International ha appreso che lo staff medico è stato costretto a cedere tutti i suoi strumenti, tra cui barelle, attrezzature chirurgiche e computer.

L’Organizzazione Nazionale degli Indigeni ONIC, proprietaria della barca sequestrata, è stata attaccata da alcuni membri delle FARC (le forze armate rivoluzionarie della Colombia) e al suo staff sono stati lasciati venti minuti per fuggire. Per i vulnerabili Nukak, che non hanno accesso all’assistenza sanitaria, si tratta di un durissimo colpo. La tribù è stata classificata come uno dei 35 gruppi in immediato pericolo di estinzione dalle Nazioni Unite proprio il mese scorso.

“L’interminabile guerra civile che insanguina la Colombia ha già seminato morte e distruzione tra i Nukak”
ha commentato Stephen Corry, direttore di Survival International. “Questo attacco equivale ora a un autentico disastro. Il sequestro della barca li priva dell’unica fonte di assistenza che hanno. È crudele e ingiusto che questa innocente parte della popolazione sia proprio quella che soffre di più.”

Una parte dei nomadi Nukak continua a spostarsi all’interno della sua foresta nonostante i pericoli posti dalla presenza dei guerriglieri in lotta per il controllo della coltivazione della droga. Altri, troppo spaventati per fare ritorno a casa, si sono rifugiati in insediamenti provvisori nella periferia delle città.


fonte survival.it

giovedì 1 settembre 2011

ONU: lanciata campagna contro l’estinzione di 35 tribù della Colombia

Le Nazioni Unite hanno lanciato una campagna per proteggere 35 tribù colombiane dall’estinzione. Survival International lavora a stretto contatto con una di esse, i cacciatori-raccoglitori Nukak che vivono nel bacino amazzonico nord-occidentale. La campagna è la risposta a una pioggia di minacce che potrebbero spazzare via gli Indiani. Fra queste si citano sfratti, rapimenti, massacri, mine anti-uomo e reclutamenti forzati di giovani indigeni nei gruppi armati. Nel 2010, un articolo redatto dalle Nazioni Unite in preparazione di questa campagna denunciava che “il rischio di una scomparsa fisica o culturale rimane, e in alcuni casi è addirittura aumentato”.

Fra le tribù in maggior pericolo erano elencati i Nukak-Maku, i Guayaberos, gli Hitnu e i Sicuani.
Secondo l’ONIC, l’organizzazione nazionale degli indigeni della Colombia, negli ultimi otto mesi sono anche stati assassinati 60 indigeni. Spesso, la paternità di gran parte dei crimini che avvengono in Colombia è attribuita ai gruppi guerriglieri, come le FARC, ma le prove raccolte dall’ONIC collegano la maggioranza degli omicidi alle forze armate paramilitari e statali. Attraverso la sua campagna, l’ONU si prefigge di aumentare la preoccupazione pubblica per le tribù più vulnerabili della Colombia. La sua speranza di “unire il pubblico coinvolgendolo in azioni di solidarietà capaci di promuovere la protezione delle tribù” è rafforzata dal titolo della campagna: “Se loro scompariranno, se ne andrà anche una parte di te”.

La storia recente dei Nukak dimostra quanto è importante la campagna dell’ONU per far conoscere all’opinione pubblica queste tribù e i gravi pericoli che le minacciano. La guerra civile ha indotto molti dei Nukak a fuggire dalle loro terre tradizionali facendoli riversare nelle periferie delle città, dove ora versano in condizioni drammatiche. Il contatto con gli esterni è stato fatale. Dal primo incontro avvenuto nel 1988, più della metà dei Nukak sono morti di malattie importate.

Quelli che un tempo erano cacciatori-raccoglitori liberi, oggi subiscono l’attacco continuo di malattie e depressione, e devono affrontare un futuro molto incerto.
“La campagna dell’ONU riconosce giustamente che l’estinzione di una tribù non è una tragedia solo per chi è direttamente coinvolto” ha ricordato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International, “ma anche una perdita irreparabile per l’intera umanità”.

fonte survival.it


venerdì 7 gennaio 2011

Haiti, continua dopo un anno l'impegno della Caritas italiana

Dopo il sisma che il 12 gennaio 2010 ha colpito Haiti, provocando circa 230mila vittime, oltre 300mila feriti e un milione e mezzo di senza tetto, l'impegno della Caritas continua. Complessivamente, la rete Caritas ha raggiunto finora 2,3 milioni di persone con aiuti per oltre 37 milioni di euro. Sono stati attivati 726 "punti acqua" a vantaggio di 169 mila persone; 59 mila persone sono state visitate in ambulatori e in 130 cliniche mobili; 17 mila famiglie (circa 100mila persone) hanno ricevuto kit per la costruzione di ripari di emergenza; sono stati allestiti spazi ludico-ricreativi per 2.300 bambini.

Altre 100mila persone stanno beneficiando dei programmi di prevenzione e informazione avviati in risposta alla nuova emergenza colera, a Port-au-Prince e nella diocesi di Gonaives, nella zona dell'Artibonite. In particolare, Caritas Italiana è presente ad Haiti con tre operatori per il coordinamento degli aiuti e a sostegno della Caritas locale attiva con centinaia di operatori e volontari in tutte e dieci le diocesi del Paese.

Sono 51 i progetti finora avviati da Caritas Italiana, per circa 9,3 milioni di euro, di cui 3,2 milioni destinati all'emergenza, 3 milioni alla ricostruzione e la restante somma in ambito socio-economico, sanitario e formativo. Questo impegno della Caritas Italiana, a un anno dal sisma, è rendicontato in modo articolato in un "Rapporto" realizzato per l’occasione.

"Nella consapevolezza che – ha sottolineato mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana - le statistiche, i numeri e le voci di budget non possono raccontare il "faccia a faccia" con la tragedia, la fatica di abitare l’emergenza, la scelta di mettersi a servizio da compagni di strada e non da maestri".