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venerdì 13 giugno 2014

Panama si appresta a festeggiare i 100 anni del suo celebre Canale

Il Canale di Panama, una delle opere di ingegneria più imponenti e importanti mai realizzate nel mondo, compie 100 anni e sono pronti grandissimi festeggiamenti per questa occasione. Un'opera che ha cambiato per sempre la storia di un piccolo paese centroamericano.

Mentre numerose riviste di viaggi indicano Panama come una delle mete più interessanti del 2014, il paese centroamericano sta diventando una destinazione degli investimenti stranieri che stanno trasformando e arricchendo il paese. Molte le opere che stanno cambiando il volto della capitale: l'allargamento del Canale, l'inaugurazione del futurista Biomuseo ideato da Frank O. Gehry, così come l'apertura della prima linea della metropolitana.

lunedì 24 febbraio 2014

Anche il narcotraffico tra le cause della deforestazione in Centro America

La rivista 'Science' ha pubblicato uno studio secondo il quale anche il contrabbando di droga sta provocando un rapido aumento negli indici di deforestazione. I narcotrafficanti stanno infatti abbattendo grandi porzioni di foresta, specie in zone remote dell'Honduras e Guatemala, per creare le vie per il trasporto della droga.

I ricercatori hanno poi evidenziato come il denaro che entra dal narcotraffico è uno stimolo anche per i proprietari terrieri, i trafficanti di legname e i produttori di olio di palma, tutte categorie che traggono beneficio dall'abbattimento della foresta.

lunedì 11 novembre 2013

Il Costa Rica è il Paese che investe di più per l'infanzia in Centro America

Secondo una ricerca effettuata dall'Istituto Centroamericano di Studi Fiscali, risulta che il Costa Rica e il governo guidato da Laura Chinchilla, destinano ogni anno circa 2.700 milioni di dollari a favore dei bambini. Lo stato costaricense, in pratica, investe 5,4 dollari al giorno per ogni bambino.

In questa classifica che riguarda i Paesi del Centro America, al secondo posto troviamo il Guatemala con 1.590,2 milioni, quindi l'Honduras (1,248), El Salvador (917) e fanalino di coda il Nicaragua con 378 milioni.

martedì 29 gennaio 2013

Il Costa Rica decreta stato di emergenza per fungo che infesta le colture di caffè


Il Governo del Costa Rica ha decretato un'emergenza fitosanitaria, che avrà una durata di due anni, per cercare di frenare l'epidemia di un fungo, la ruggine del caffè, che ha colpito moltissime piantagioni. L'epidemia, causata dal fungo Hemileia vastatrix, che minaccia di ridurre del 10,5% la raccolta di caffè della stagione 2013-2014.

Una piaga, questa della 'ruggine' del caffè, che sta colpendo molti paesi latinoamericani e che in Costa Rica esiste dal 1983, ma che le autorità, solo nel dicembre dello scorso anno, hanno verificato essersi trasformata in una forma più aggressiva. Gli altri paesi che soffrono di questo fungo del caffè sono Guatemala, Honduras, Nicaragua, Messico e El Salvador.

martedì 24 luglio 2012

I 'guerrieri' ecologici del Nicaragua

In Nicaragua, l'esercito partecipa alla lotta contro il cambio climatico attraverso un nuovo 'Battaglione Ecologico". Nella profonda e soffocante vegetazione della Costa de Mosquitos in Nicaragua, un'unità dell'esercito, particolarmente addestrata, sta conducendo un nuovo tipo di 'guerra' contro un nuovo tipo di nemico.

La 'Operación Oro Verde' è la prima missione di questo 'Batallón Ecológico de Nicaragua' creato recentemente. Il primo sforzo è concentrato in Centro America per trovare una soluzione alle minacce del cambio climatico. Questa guardia verde, un'unità di 850 soldati ecologici, ha ottenuto la sua prima vittoria sul campo di battaglia, recuperando 3.165 metri cubi di legno da alberi illegalmente abbattuti dai taglialegna.

giovedì 17 novembre 2011

In Centro-America economia in crescita nonostante le condizioni climatiche

Il direttore per la pianificazione della Segreteria per l'Integrazione Economica Centro Americana (Sieca), Mauricio Garita, ha detto che "l'economia del Centro America ha registrato un buon anno. Quest'anno è stato positivo comparato con quelli precedenti alla crisi ed è andato crescendo sempre più".   

Le statistiche della SIECA registrano, durante il primo semestre dell’anno, un ingresso dovuto alle esportazioni di 14.645,5 milioni di dollari, un incremento del 28,8% rispetto al primo semestre del 2010, equivalente a US$ 2.623,5 milioni in più. Nel rapporto non sono incluse le cifre derivanti dalla fornitura di servizi come il turismo. Per Garita, la buona notizia dell’anno è che “le esportazioni hanno recuperato, tema che preoccupava uscendo dalla crisi economia (del 2008)”. Circa il 40% delle esportazioni si registra nell’intercambio tra gli stessi paesi centroamericani e la maggior parte della restante percentuale con gli Stati Uniti.

I dati, secondo il SICA, dimostrano “l’importanza” che l’aria commerciale centroamericana ha acquisito in qualità di piattaforma per le imprese della regione, che oltre a generare impiego permette loro di ammortizzare i rischi del mercato finanziario internazionale e al consumatore di beneficiare di prezzi competitivi.
L’economia regionale migliora, sebbene in El Salvador le prospettive di crescita per la fine dell’anno fossero del 2,5%, ma a causa dell’impatto generato dalle intense piogge, durate dieci giorni, ad ottobre, nel migliore dei casi potrebbe registrare l’1,4%, hanno segnalato gli specialisti.

Le piogge hanno avuto un impatto minore in Guatemala e in Honduras. La conclusione di un’analisi del Sistema di Integrazione Centroamericana (SICA) è che “nonostante le sfide che la regione affronta, incluso il cambio climatico ed il narcotraffico tra i più gravi, il commercio intraregionale ed extraregionale continua a ritmo crescente”. L’economia non è stata influenzata dall’incertezza naturale che provocano sempre eventi elettorali, come quelli in Guatemala ed in Nicaragua per eleggere un nuovo presidente. Tuttavia, le importazioni totali dell’istmo centroamericano hanno raggiunto 26.159,9 milioni di dollari nei primi sei mesi dell’anno, con cui un’analisi del SIECA conclude che “la bilancia commerciale centroamericana è strutturalmente deficitaria: si importa più di quanto si esporta”.

Durante il primo semestre del 2011, la regione ha accumulato un deficit commerciale di 11.514,4 milioni di dollari, un incremento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2010. Nonostante il deficit commerciale, per Garita, l’incremento delle importazioni “riflette il fatto che il consumo è migliorato, e questo è ciò che appare, i paesi del Centro America si apprestano a chiudere, secondo le banche centrali, con una crescita in alcuni paesi molto buona, buona e in altri normale”.

I paesi che più cresceranno nell’istmo saranno Costa Rica e Panama con valori che potrebbero arrivare fino al 5%. Senza fornire cifre, il direttore della pianificazione della SIECA ha evidenziato che a livello di investimenti “quest’anno è stato migliore” in virtù del fatto che c’è stata “un’attrazione molto più chiara nell’incremento dell’ingresso di multinazionali, franchising e un’espansione delle imprese nazionali di ogni paese centroamericano verso altre nazioni della stessa regione e verso altri
mercati”.

Secondo la proiezione del SICA, se nel 2012 non si verificheranno fenomeni estremi come temporali “potrebbe essere un anno migliore” rispetto al 2011 per la crescita dell’industria e dei servizi, anche se ha chiarito che esiste una “incertezza” che in alcuni casi non lascia intravedere l’ottimismo.


Fonte iila.org