"Cielo arido", libro dello scrittore messicano Emiliano Monge, edito da LaNuovafrontiera e tradotto da Natalia Cancellieri, è la storia di un uomo, Germán Alcántara Carnero, che, senza saperlo, è stato il suo secolo.
La storia degli uomini e delle donne che gli sono stati vicini e della brulla savana. Un luogo arido, dove solitudine, violenza e lealtà sono l’unica compagnia. Pagine dove Monge distilla l’essenza di un’America Latina selvaggia.
