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giovedì 3 luglio 2014

Venezuela: quando il "vintage" diventa un'esigenza

La crisi è crisi ovunque e in questo momento il Venezuela non sta vivendo un momento dei più 'brillanti', tanto che i mercatini 'vintage', ma per dirla meglio, dell'usato, stanno diventando un'alternativa importante per poter rinnovare l'abbigliamento o qualche utensile per la casa, senza dover sconvolgere il bilancio familiare.

Questi mercatini delle pulci o 'vintage market', per chi parla più sofisticato, sono sempre più frequentati dai venezuelani. Per molte persone questi spazi significano l'opzione migliore per sconfiggere gli attuali prezzi al consumo, che, secondo quanto riporta la Banca Centrale del Venezuela, sono cresciuti, nello scorso mese di maggio, del 60,9%. Una follia.

lunedì 5 maggio 2014

Nei prossimi due anni l'economia dell'America Latina "frenerà" bruscamente

In base ad un sondaggio effettuato dall'agenzia Reuters, la crescita delle sette maggiori economie dell'America Latina nei prossimi due anni subirà un vistoso rallentamento. Il pronostico più pessimista riguarda Venezuela, Argentina e Brasile, mentre la Colombia sarà l'unico paese delle regione che supererà la crisi.

I prossimi due anni saranno dunque di grandi sfide per le economie dei paesi latinoamericani e, secondo l'opinione espressa da più di 50 economisti a livello mondiale, la crescita sarà generalmente molto lenta e una crescente inflazione andrà a frustrare il recente ottimismo che ha colpito questi mercati emergenti.

martedì 19 febbraio 2013

Secondo il Fmi il Perù è il paese latinoamericano più pronto ad affrontare una crisi


Secondo un'analisi del Fondo monetario internazionale (Fmi), il Perù è il paese latinoamericano in condizioni migliori per resistere ad un collasso economico. In fondo alla classifica, Venezuela e Argentina che hanno le difese più deboli per rispondere a tale scenario. Anche Cile, Bolivia e Paraguay figurano nella parte alta della classifica delle nazioni meglio preparate.

Per ciò che concerne le maggiori economie della regione, Brasile e Messico, hanno finanze pubbliche sufficientemente forti per far fronte ad impatti moderati, ma nell'analisi effettuata dal Fmi e che ha considerato diversi scenari, risulta che la regione latinoamericana "..nel suo complesso è più forte che in passato, ma i singoli paesi faticherebbero non poco per superarli."

lunedì 28 gennaio 2013

Il Cepal evidenzia "lo stato d'animo positivo" in America Latina


Alicia Bárcena, segretaria esecutiva della Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal) ha evidenziato lo "stato d'animo positivo" nel paese nonostante la crisi economica mondiale. L'America Latina, ha detto ancora la Barcena, sta imparando dal passato e cercando ora nuovi percorsi.

"Quest'anno si compie il 30° anno della crisi che ha colpito l'America Latina e che ha contrassegnato un decennio terribile per il nostro paese e abbiamo il timore che questo possa ora succedere in Europa", ha aggiunto la segretaria esecutiva del Cepal. Un punto di vista che Alicia Barcena ha espresso alla vigilia del forum economico tra le Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibi e l'Unione Europea.

lunedì 2 gennaio 2012

L'America Latina è la seconda destinazione dei nuovi immigranti spagnoli

La crisi mondiale sta cambiando molte cose, così come invertendo molte tendenze tra le quali quelle legate alle destinazioni dei migranti in cerca di lavoro e di una condizione migliore. Questo accade in molti paesi, tra questi la Spagna, nella quale per la prima volta da tempo, il numero di persone che hanno lasciato la penisola iberica in cerca di fortuna, è superiore a quello di coloro che sono arrivati in Spagna per lo stesso motivo.

Nel 2011 la cifra delle persone che hanno lasciato il paese è aumentata del 36% con prima destinazione altri paesi dell'Europa, ma come seconda l'America Latina. "Emigrano i più giovani perchè hanno più possibilità - ha detto il demografo Juan Antonio Fernández Cordón - E' inquietante aver formato magnificamente una popolazione che ora mandiamo nei paesi in via di sviluppo". "Quelli che partono sono giovani molto qualificati e che parlano le lingue", ha aggiunto Antonio Izquierdo, professore di Sociología all'Universita de La Coruña.