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| © A. Kohmann/Survival |
Gli Aché sopravvissuti al genocidio che negli anni ’50 e ’60 decimò la loro tribù, hanno trascinato il governo del Paraguay in tribunale. Il loro caso divenne tristemente noto negli anni ’70. Quando prese il via l’espansione agricola nel Paraguay orientale, negli anni ’50, i cacciatori-raccoglitori Aché si ritrovarono costretti a difendere la loro terra e le loro foreste da una popolazione di coloni in continuo aumento.
Presto i coloni iniziarono a organizzare spedizioni per uccidere gli uomini Aché, mentre le donne e i bambini venivano solitamente catturati e venduti come schiavi. Uno dei più famigerati cacciatori di Aché era Manuel Jesús Pereira, un proprietario terriero locale. Pereira era un dipendente del Dipartimento paraguaiano agli Affari Nativi; la sua fattoria fu trasformata in una “riserva” in cui venivano portati gli indigeni catturati.

