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| I sopravvissuti del disastro aereo delle Ande salutano i soccoritori |
Sono trascorsi quarant'anni da quel tragico 13 ottobre 1972, quando il volo 571 della Fuerza Aérea Uruguaya, un Fokker Fairchild FH-227D, che trasportava una squadra di rugby uruguaiana, insieme ad amici e parenti, si schiantò sulla cordigliera delle Ande. Gran parte dei passeggeri morirono sul colpo, altri morirono rapidamente per le ferite e per il freddo, alcuni furono travolti da una valanga che colpì il rifugio che i sopravvissuti si erano costruiti.
72 giorni dopo quel tragico incidente, il 23 dicembre 1972, 16 sopravvissuti furono salvati, dopo aver trascorso più di due mesi in condizioni ambientali estreme, con pochissimi viveri, senza potersi riscaldare ad oltre 3600 metri di altezza. Dopo aver tentato invano di chiamare i soccorsi e dopo la rinuncia da parte delle autorità a cercare queste persone, per sopravvivere furono costretti a cibarsi dei corpi dei passeggeri morti, amici e parenti, che si erano conservati nella neve.

