Isolata su in isolotto in un canale spazzato dal vento, bisogna dire 'sopravvive' una coppia di veri e propri eremiti, Ramon e Oretia, pescando artigianalmente granchi. Una storia da inizio '900 quella che apparsa agli occhi dei ricercatori e marinai imbarcati sulla nave oceanografica francese 'Tara', in navigazione nelle acque della Baia delle Lagune, a sud dell'isola cilena di Chiloé, per effettuare delle ricerche e osservazioni sulla biodiversità oceanica.
Dopo alcuni giorni di navigazione, la 'Tara' ha scorto una colonna di fumo che saliva da una sorta di rifugio e successivamente hanno scorto una barca e una barca da pesca più piccola sulla spiaggia ricoperta di gusci di granchi, cozze e conchiglie.
E' stato allora che Oretia, una donna robusta di 37 anni con un vecchio impermeabile e un cappello da marinaio, e Ramon, 42 anni, sono apparsi anche se molto sospettosi. Entrambi con pochissimi denti e gengive infiammate. "Segno dello scorbuto per la mancanza di vitamina C", ha detto Thierry Mansir, il médico de a bordo. La coppia consuma molto raramente frutta e verdura, perchè si dedicano solo alla pesca.
I due eremiti hanno offerto di barattare i loro granchi con altri oggetti, anche se l'equipaggio voleva comprare i crostacei. La loro 'casa' è costituita da due pareti di metallo con un foglio di plastica come tetto. Non hanno acqua corrente, ne gas, ne elettricità, solo una vecchia stufa a legno per scaldarsi e cucinare.
"Sono nato in questa isola. Mio padre era pescatore. Una vita miserabile come la mia e di mia moglie e non abbiamo denaro per migliorarla", ha detto Ramon. Non hanno alcun mezzo di comunicazione e per chiedere aiuto in caso di infortunio o di malattia, il primo medico è a nove ore di pagaiata....
Il mondo è investito da sconvolgenti umanitarie e l'Unicef, nel presentare il suo Rapporto sull’azione umanitaria per i bambini – Humanitarian Action for Children Report 2011, ha lanciato un preciso appello a tutti i suoi donatori: servono 1,4 miliardi di dollari per assistere bambini e donne intrappolati nelle crisi.
"Investire nei bambini e rafforzare la resilienza dei Paesi e delle comunità che vivono ai margini non solo riduce la loro strada per il recupero, ma contribuisce anche ad aumentare la capacità di gestione dei rischi, mettendo in atto misure di prevenzione prima che la crisi dirompa, mitigandone i danni in quest’ultimo caso", ha dichiarato Hilde Johnson, vicedirettore generale dell’Unicef.
Il mondo è stato testimone di sconvolgenti crisi umanitarie nel 2010: le inondazioni in Pakistan che hanno sommerso un quinto del Paese; il terremoto ad Haiti che ha causato più di 200.000 vittime e milioni di sfollati; la terra arida e la mancanza di cibo in tutto il Sahel che continuano a minacciare centinaia di migliaia di bambini con malnutrizione acuta e grave. Queste emergenze meritano i titoli dei giornali, ma ci sono crisi meno evidenti agli occhi dei media che minacciano la vita di molti altri bambini e delle loro famiglie. In tutto il mondo, siccità, carestie, conflitti violenti, esodi a lungo termine sono una realtà per milioni di persone.
Queste crisi umanitarie hanno conseguenze disastrose per i bambini, tra i quali il reclutamento nelle forze armate, la violenza sessuale e la perdita di servizi di base come acqua, sanità e istruzione. La portata senza precedenti dei disastri di Haiti e del Pakistan ha suscitato una risposta straordinaria a livello mondiale da parte di tutte le organizzazioni umanitarie e partner. Il rapporto presenta crisi che richiedono un supporto eccezionale; mostra i luoghi in cui sono indispensabili provvedimenti urgenti per salvare vite, per proteggere i bambini contro le peggiori forme di violenza e abusi e per garantire l'accesso ai servizi di base, come acqua e igiene, salute, nutrizione e istruzione.
"Dopo un anno di devastanti calamità naturali e tragedie umane, non è mai stato più opportuno rafforzare la resilienza dei singoli e delle comunità che si trovano ripetutamente in pericolo", ha continuato Johnson. I 32 Paesi a cui si riferisce questo appello sono stati selezionati sulla base della gravità della crisi e del suo impatto sui bambini e sulle donne, sulla natura cronica o prolungata della crisi e sulla base del loro potenziale per produrre risultati duraturi salva-vita.
Ibo Italia, Associazione Italiana Soci Costruttori, è un Organismo non governativo, che opera dal 1957 nel settore della cooperazione in Italia, in Europa e nei paesi in via di sviluppo nella direzione della condivisione e della solidarietà umana e cristiana. Nell’anno Europeo del Volontariato, Ibo Italia offre l’opportunità di partire un nuovi campo di lavoro e solidarietà in Ecuador a Santo Domingo de los Tsachilas, nel paese Andino, in un progetto che recupera i ragazzi di strada. L’esperienza del campo di lavoro è particolarmente indicata per chi voglia conoscere una realtà nuova, fare parte di un progetto solidale e essere pronto ad imparare più di quanto si è disposti a dare.
In Ecuador il problema dei ragazzi di strada è molto serio, "Sonando Por El Cambio", nella provincia di Santo Domingo, è un progetto innovativo che rappresenta una risposta integrale e completa a questo fenomeno. Il progetto vede coinvolti un'equipe ecuatoriana formata da educatori, psicologi, assistenti sociali, maestri di varie discipline. I beneficiari sono circa ragazzi/e tra gli 8 e i 18 anni che abitano in quartieri urbani marginali e rischiano di finire in strada, legarsi a piccoli gruppi criminali, vivere con l'impossibilità di un riscatto sociale.
Nei prossimi anni si prevede la costruzione di una comunità di accoglienza con laboratori professionali finalizzati al reinserimento sociale, aule scolastiche e spazi per attività ludico-creative, oltre a numerosi impianti sportivi. Le attività saranno di supporto agli educatori di quartiere nelle zone marginali e nei settori piu vulnerabili della città durante, la partecipazione alle iniziative promosse dal progetto e dall'associazione e la possibilità di risistemazioni di edifici della comunità (costruzioni di aule, pittura locali di lavoro ecc...).
Ibo Italia è presente anche in Perù con il progetto "Una Scuola sulle Ande", dove continua la collaborazione con il Coipe: la responsabile, Manuela di Spaldro, è stata infatti nominata vicepresidente di quello che è il Coordinamento delle Ong e delle Onlus Italiane in Perù, che dal 1999 ad oggi ha unito ben 14 realtà della cooperazione italiana nel paese sudamericano e al quale IBO Italia ha aderito nel 2010.
Per maggiori informazioni: www.iboitalia.org
Il 93% degli 805 abitanti della piccola località brasiliana di Borá, cittadina composta da 24 strade e che si trova a 480 chilometri da San Paolo, è collegato a Facebook. Un dato che ha inserito la località latinoamericana in testa alla classifica mondiale per percentuale di connessione alla rete rispetto alla sua popolazione.
Borá ha infatti superato il Principato di Monaco che vanta una percentuale del 79,06% e le isola Malvinas (Falkland) con il 74,63%. Ai piedi del podio ci sono l'Islanda (63,52%), Gibilterra (57,69%), Norvegia (53,01%), Isole FarOer (52,79%), Hong Kong (51,98%) e Canada (51,42%). I dati sono stati pubblicati dal quotidiano economico Valor, dopo che Facebook ha deciso di aprire una sede latinoamaericana a San Paolo.